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Ex Convento di Santa Teresa dei Maschi


Il complesso conventuale di Santa Teresa dei Maschi, costruito assieme all’attigua chiesa, fra il 1661 ed il 1690, ad opera dei Carmelitani Scalzi, è stato uno dei centri religiosi più significativi di Bari fino alla sua soppressione avvenuta nel 1806.
In epoca borbonica fu adibito a caserma militare, quindi a carcere femminile, e nella prima metà del ‘900 ad assistenziario dei figli dei detenuti.
Sull’ingresso principale dell’ex convento campeggia ancora l’emblema dell’Ordine carmelitano, formato da tre stelle e una croce.
Grazie ad un pregevole lavoro di restauro, finanziato con fondi dell’Unione Europea, essa si propone oggi come centro pilota dell’intera provincia barese, in grado di dare vita e continuità alle molte potenzialità che dai libri nascono e che conducono sulle strade infinite della cultura, da quelle della storia, dell’arte, della letteratura, fino alla musica, al cinema, alla fotografia.
L’intero complesso è stato ripensato come “biblioteca seducente”, ed al suo interno contiene: sale di lettura, sale di consultazione, spazi espositivi, auditorium, caffetteria, in diretto contatto con la luce proveniente dal chiostro seicentesco, dai grandi finestroni e dalle terrazze sulle quali si trova il teatro all’aperto.
In tale contesto, hanno trovato definitiva sistemazione sia il patrimonio bibliotecario, consultabile anche attraverso il polo informatico nel Sistema Bibliotecario della Provincia di Bari, che le esperienze di ricerca e di produzione culturale che hanno contraddistinto la Biblioteca negli ultimi trent’anni.
Gli interventi di restauro, hanno portato alla luce, nella zona sottostante il chiostro seicentesco, importanti resti archeologici, costituiti da un’area cimiteriale affollata di tombe, disposte all’interno ed all’esterno di un piccolo edificio religioso mononave, datato fra i secoli VIII e X, a cui si sovrappone una seconda chiesa di epoca tardo bizantina (XI – XII secolo), quasi certamente affrescata, come dimostrano i ritrovamenti di intonaco con decorazioni figurate.
Quest’ultimo edificio, fra l’altro, sfruttò come fondazione larghi tratti di un imponente struttura muraria, identificata come parte del circuito meridionale delle mura di età alto-medioevale.